BRECHTIAN PUNK CABARET : DRESDEN DOLLS IN ITALIA

Citano e fondono insieme Kurt Weill al rock più egocentrico di Patti Smith, Nick Cave e The Violent Femmes. Sono in due, Amanda Palmer (voce e piano) e Brian Viglione (chitarra e batteria), e provengono da Boston. Come suggerisce il loro nome, il suono del gruppo mischia il fascino e l’innocenza che può esprimere la visione di una bambola, al sanguigno assalto sonoro sintomo di pazzia, come il bombardamento della città di Dresda nel 1945. Sono probabilmente il gruppo capace di dare una ventata di freschezza al rock americano.

Il disco omonimo di debutto, che uscirà in Italia il 21 febbraio, è stato prodotto da Martin Bisi (Swans e Sonic Youth). Dopo aver aperto per Beck, B-52’s e Jane’s Addiction, i Dresden Dolls hanno appena finito un tour americano all’insegna del sold out. L’Europa ora li attende. Amanda Palmer in passato ha lavorato in un teatro d’avanguardia in Germania ed è chiaramente entusiasta di tornare nel Continente che ha dato al gruppo così tanta influenza. “Credo che l’Europa e i Dresden Dolls siano fatti l’una per gli altri”, afferma.

Per capire la concezione musicale dei Dresden Dolls, dobbiamo fare prima un salto indietro nel tempo e tornare nella Germania post Prima Guerra Mondiale. A quel tempo viveva un uomo chiamato Bertolt Brecht, marxista doc, creatore del cosiddetto “Teatro Epico”. Nelle sue opere sempre intrinse di significato sociale, Brecht concepiva il teatro come vera espressione della realtà, evitando quindi che lo spettatore si facesse immedesimare nel personaggio sul palco solo per la durata dell’opera stessa, e focalizzasse la sua attenzione su quanto quel personaggio potesse essere simile allo spettatore e alla sua vita privata. Per incoraggiare il pubblico a mantenere una distanza più critica su quello che stava succedendo sul palco, Brecht introduce il suo “Effetto Alienazione”, ad esempio l’uso di tecniche anti-illusive per ricordare allo spettatore di essere in un teatro a vedere una vera e propria promulgazione della realtà. Come da sue parole : “Abbiamo bisogno di un tipo di teatro che non liberi solo sentimenti e impulsi all’interno di un particolare periodo storico di relazioni umane nel quale il dramma si sviluppa, ma che sviluppi e incoraggi quei pensieri che possano aiutare a trasformare il periodo stesso.” Insieme all’amico song-writer Kurt Weill, Brecht compose la famosa “Opera da Tre Soldi”, divenuta celebre anche grazie al brano “Mac The Knife”. The Dresden Dolls, il cui genere rilegge in chiave ironica l’illusione di Brecht abolendo le tecniche di messinscena, hanno girato i palchi di tutta America distribuendo il loro rimedio emozional-teatrale a un paese rinchiuso nel dubbio, paura e profonda solitudine.

Queste le date :

VENERDì 25 FEBBRAIO – RONCADE (TV) – NEW AGE
SABATO 26 FEBBRAIO – MILANO – TRANSILVANIA LIVE

Informazioni : 02.76113055

Sito ufficiale :
www.dresdendolls.com